Blog di Musica e Concerti di Marco Sicbaldi

Dietro il palco del One Night Summer Hits: dove lo spettacolo comincia prima degli applausi

A Sanremo si chiude la seconda edizione della rassegna. Ditonellapiaga firma l’ultimo appuntamento, ma dietro il palco, mentre Pian di Nave segue il concerto, prende forma un’altra serata fatta di prove, preparativi, incontri e relazioni.

Quando a Pian di Nave si accendono le luci, il pubblico vede cominciare lo spettacolo. Dietro il palco, invece, lo spettacolo è già iniziato da ore.

I primi segnali arrivano con i van neri che raggiungono l’area riservata, accompagnati dalla polizia. Le porte si aprono, gli artisti scendono, lo staff li accompagna verso i camerini e, in pochi minuti, quello spazio normalmente invisibile al pubblico comincia a riempirsi. La piazza aspetta il concerto; dietro le quinte, la serata è già entrata nel vivo.

È l’altra faccia della serata, quella che normalmente rimane fuori dall’inquadratura. È fatta di preparativi, attese, prove, fotografie, video, indicazioni e continui spostamenti. Tutto avviene a pochi metri dal palco, ma secondo tempi diversi da quelli percepiti dal pubblico.

Nei camerini si concentra una parte importante di questa preparazione. Gli artisti arrivano, si preparano, incontrano il proprio staff, si concedono gli ultimi momenti prima dell’ingresso e, quando possibile, si fermano per fotografie e contenuti video. Anche il racconto digitale della serata nasce lì, prima ancora che l’artista salga sul palco: un saluto, una fotografia, un breve video diventano parte della comunicazione dell’evento mentre lo spettacolo deve ancora cominciare.

Fuori dai camerini, intanto, le prove continuano.

Le ballerine della scuola New Crazy Dance ripassano la coreografia realizzata sulle note de “La Samba della Caccia” di Gianluca Amoruso, già protagonista sul palco di Pian di Nave lo scorso 18 luglio. La musica arriva dal palco, i movimenti vengono ripetuti e si ricomincia. Per il pubblico saranno pochi minuti di esibizione; dietro le quinte, quegli stessi minuti sono il risultato di una preparazione che continua fino a poco prima dell’ingresso.

Lo stesso principio vale per chi conduce la serata. Anche la spontaneità che arriva al pubblico ha bisogno di preparazione: scaletta, tempi, battute e passaggi vengono ripassati mentre intorno la produzione continua a muoversi. Sul palco tutto deve sembrare naturale; dietro, ogni elemento deve trovare il proprio momento.

È questa forse la caratteristica più evidente del backstage: la quantità di cose che accadono contemporaneamente senza che il pubblico debba accorgersene.

Mentre qualcuno è sul palco, qualcun altro prepara ciò che accadrà subito dopo. Mentre la piazza canta, dietro le quinte si attende un ingresso. Mentre un artista conclude la propria esibizione, la macchina organizzativa è già proiettata sul momento successivo.

C’è poi un luogo intermedio, il sottopalco, dove la dimensione dello spettacolo incontra quella delle relazioni. Qui il team di Giuseppe Grande e quello del Comune di Sanremo incontrano giornalisti, fotografi e alcuni degli ospiti della serata. Si scambiano informazioni, si fanno fotografie, si parla del programma, ma trovano spazio anche saluti e momenti di spensieratezza.

È uno spazio particolare perché non appartiene completamente né al palco né al backstage. È il punto in cui le diverse componenti dell’evento si incontrano: chi lo organizza, chi vi partecipa e chi lo racconta. Una dimensione meno visibile della manifestazione, ma essenziale per costruire quella rete di relazioni che accompagna un evento molto prima e molto oltre i minuti dello spettacolo.

Sul palco, nel frattempo, arriva l’ultimo appuntamento della seconda edizione del One Night Summer Hits. La serata si apre con i giovani talenti Kiki, Gias e Paolo Martini, seguiti da MilleAlice, direttamente dal palco di X Factor. Poi arriva Ditonellapiaga, chiamata a chiudere il percorso musicale della rassegna.

La cantautrice porta sul palco alcuni dei brani più conosciuti del proprio repertorio, da “Business Man” a “Chimica”, fino a “Che fastidio!”, alternandoli a momenti più intimi come “Come fai” e “Hollywood”. Pian di Nave canta, balla e accompagna l’artista fino all’ultima parte dello spettacolo.

Ma osservata da dietro, anche l’esibizione finale assume un significato diverso. Non è più soltanto il momento che il pubblico vede, ma il punto di arrivo di tutto ciò che è accaduto nelle ore precedenti: l’arrivo degli artisti, la preparazione, le prove, la gestione dei tempi, gli incontri e il lavoro della produzione.

È facile pensare a un evento musicale come a ciò che accade quando si accendono le luci. In realtà, quelle luci sono soltanto l’ultimo passaggio di un lavoro molto più lungo, nel quale organizzazione, produzione, comunicazione e relazioni devono muoversi contemporaneamente senza lasciare percepire al pubblico tutta la complessità che esiste dietro.

E quando l’ultimo concerto finisce, questa differenza diventa ancora più evidente.

Per chi è in piazza, l’ultima canzone di Ditonellapiaga e l’applauso finale segnano la conclusione della serata. Dietro il palco, invece, rimangono ancora gli ultimi spostamenti, i saluti, le fotografie, le conversazioni e il lavoro della squadra.

È in quel momento che Giuseppe Grande, direttore artistico del One Night Summer Hits, si ferma con il proprio team. L’emozione è evidente: il quinto sold out consecutivo chiude una stagione intensa e arriva il momento di ringraziare chi ha contribuito a costruirla. Non c’è più il palco davanti a cui parlare né una scaletta da seguire. Restano le persone che hanno lavorato durante le settimane della rassegna e la soddisfazione per essere arrivati alla fine.

La seconda edizione si chiude così dopo un’estate che ha portato a Pian di Nave artisti affermati e giovani talenti, trasformando il sabato sera sanremese in un appuntamento dedicato alla musica e all’intrattenimento.

Ma dietro il palco rimane un’altra immagine della stessa manifestazione. Quella di una macchina fatta soprattutto di persone, che continua a muoversi mentre il pubblico guarda altrove.

Per il pubblico, l’ultima serata è finita con l’ultimo applauso. Dietro il palco, invece, la manifestazione è continuata ancora per qualche minuto: i saluti, i ringraziamenti, le ultime conversazioni e il lavoro della squadra prima di lasciare Pian di Nave.

È questa la parte della serata che normalmente non si vede. Quella in cui lo spettacolo lascia spazio alle persone che lo hanno reso possibile e in cui, una volta spente le luci, resta la consapevolezza di aver portato a termine un’altra edizione del One Night Summer Hits.

Sul palco si è chiuso un concerto. Dietro le quinte si è chiusa una stagione.

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